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  • marco ferrari

Errori di traduzione nella versione italiana di Business Central e NAV

Aggiornato il: apr 18

Nel lontano dicembre 1997 mi occupai della traduzione italiana della prima release di quello che oggi viene chiamato Business Central, ma che a quel tempo si chiamava Navision Financial. So che molti criticano la traduzione dell'applicativo (uno per tutti Location che diventa Ubicazione), ma quelli che seguono i miei corsi conoscono i retroscena che mi diverto spesso a raccontare sulla scelta dei termini che venne fatta a suo tempo (e non sempre da me!).


Ricordo che usavo un tool (basato sul vecchio Navision in DOS!) che permetteva la traduzione automatica dei termini già tradotti, in modo da ridurne i tempi: il campo Description era inutile tradurlo ogni volta che lo si incontrava, visto che la sua traduzione era sempre uguale.


Bisognava tuttavia stare attenti a effettuare la sostituzione massiva dei termini solo quando apparivano da soli, pena una traduzione maccheronica o, peggio, del tutto sbagliata o fuorviante.


Questo è quanto sta capitando da qualche release a questa parte nella traduzione italiana di Business Central (ma è iniziata anche nelle versioni di NAV). Tra l'altro, molti dei problemi che ho rilevato fanno riferimento proprio a quei campi introdotti nel processo di localizzazione. Si deve tenere presente che le modifiche apportate alla versione W1 per creare la versione IT avvengono obbligatoriamente in lingua inglese, per poi essere tradotte a ritroso nell'originale lingua italiana. Chiaramente questo è un elemento di complicazione in più che obbliga gli analisti a dover tradurre in inglese termini già di per se difficili in lingua italiana. Personalmente ne ricordo uno particolarmente ostico (poi sparito): "IVA ad esigibilità differita".


Con alcuni semplici esempi voglio mostrare quanto una traduzione non corretta possa portare addirittura a un'interpretazione sbagliata del significato reale del campo o della tabella cui fa riferimento (salvo venire smentito, non essendo un esperto finance).


Sulle righe di un ordine di vendita troviamo il campo (introdotto nella localizzazione italiana) Nomenclatura combinata articoli in assistenza. Questo campo è una chiave esterna che punta alla tabella omonima

Il nome inglese del campo è Service Tariff No. Il termine Service in Business Central è usato nel modulo omonimo, tradotto in italiano con Gestione assistenza.


Si tratta in pratica di una traduzione errata, probabilmente dovuta a una sostituzione massiva del termine Service con Assistenza. Un assurdo, se si considera che quel campo e la relativa tabella non hanno nulla a che vedere con gli articoli in assistenza di Business Central, ma identificano la nomenclatura combinata del servizio quando erogato all'interno della comunità europea.


Spostandoci nella tabella Setup registrazioni IVA, troviamo il campo standard Assistenza UE, che è la traduzione sbagliata del campo originale EU Service, che dovrebbe identificare nel setup IVA le righe che fanno riferimento a erogazioni di servizi all'interno della CEE e non a operazioni di assistenza sugli articoli.



Sempre nella stessa tabella, una sorte analoga è toccata all'altro campo Nomenclatura combinata articoli in assistenza obbligatoria (localizzazione italiana), che in inglese corrisponde a Service Tariff No. Mandatory. In pratica il termine Service è stato massivamente tradotto allo stesso modo a prescindere dal contesto.


Un utente qualsiasi, vedendo questi campi, non ne capirebbe bene il loro senso e si domanderebbe probabilmente per quale motivo vengano portati in bella vista sulle righe degli ordini di vendita, se fanno riferimento a un modulo così poco utilizzato come quello dell'assistenza.


Si nota quindi quanto il processo di traduzione sia delicato e possa avere effetti importanti se lasciato a un traduttore automatico o effettuato estrapolando i termini dal contesto, pena l'incomprensibilità.


È anche vero, tuttavia, che qualsiasi processo di traduzione di un software estrae sempre in un modo o nell'altro l'elenco dei termini, in modo da poterlo dare in pasto a un software di traduzione. Un processo fatto bene, dovrebbe prevedere il controllo del contesto all'interno del quale il termine è collocato, per evitare i problemi appena visti.


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©2020 di Marco Ferrari